Prestazioni

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Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905.

Dermatologia clinica dell’età adulta e pediatrica

Il fondamento della mia attività è rappresentato dalla valutazione clinica. I punti di partenza sono sempre la storia del paziente, l’evoluzione dei sintomi e dei segni che la pelle, e non solo, mostra.

L’osservazione accurata della cute mediante un esame obiettivo completo permette di avere tutti gli elementi per formulare una corretta diagnosi, proponendo un trattamento adeguato. Quest’ultimo tiene conto sempre sia della patologia in questione sia di altre patologie coesistenti, ma anche delle esigenze più concrete del paziente.

Per i casi più complicati e rari, lo strumento principale di cui mi avvalgo per giungere alla diagnosi corretta è rappresentato dalla biopsia cutanea con successiva esecuzione di un esame istologico.

Mi occupo sia di patologie tumorali maligne e benigne, sia di patologie infiammatorie (come, ad esempio, acne, rosacea, dermatite atopica, psoriasi).

Infine, la mia attività non si concentra solo su pazienti adulti, ma anche in età pediatrica, a partire dalla nascita fino all’adolescenza, per la presa in carico sia dei quadri più comuni (come, verruche, molluschi contagiosi, infezioni cutanee) sia di quelli più rari (come nel caso di emangiomi infantili o nevi congeniti). 

Precisione, professionalità, accoglienza ed empatia sono i principali pilastri nello svolgimento del mio lavoro. 

Oncologia e diagnosi precoce di tumori cutanei

Gli epiteliomi (carcinomi basocellulari e squamocellulari) sono tra i più diffusi nella popolazione. Le cause principali sono il danno solare accumulato nel corso degli anni o stati di immunodepressione. 

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno della pelle sempre più frequente nella popolazione. La sua gravità è variabile, con prognosi, talora, sfavorevole. Alla comparsa di tali lesioni contribuiscono non solo il danno solare, ma anche fattori genetici, cioè la familiarità.

Il trattamento di tali neoplasie è principalmente chirurgico, ma esistono, per casi selezionati di epiteliomi, anche alcune opzioni di trattamento topico, cioè con farmaci in crema o unguento.

Effettuare visite dermatologiche con regolarità consente di sospettare precocemente questi tumori, in modo che essi non evolvano verso stadi avanzati e da limitare l’invasività del trattamento. Inoltre, consente di individuare lesioni precancerose, come le cheratosi attiniche.

Il dermatoscopio, cioè uno strumento dotato di lente e luci, permette un esame approfondito della singola lesione. In presenza di alcune specifiche caratteristiche, è possibile sospettare la presenza di tumore cutaneo. La conferma diagnostica vi è esclusivamente mediante asportazione chirurgica ed esecuzione di un esame istologico presso laboratori specializzati.

Eseguire una visita dermatologia di tutta la superficie cutanea permette di avere una visione globale e di scandire i successivi controlli.

In alcuni casi, come per pazienti con nevi melanocitari numerosi o dalla particolare morfologia, è possibile ricorrere alla videodermatoscopia. Quest’ultimo è uno strumento che consente non solo l’osservazione di una lesione, ma anche l’acquisizione di fotografie che potranno essere confrontate di controllo in controllo. In tal modo si imposta un vero e proprio monitoraggio al fine di osservare l’evoluzione di una o più lesioni.

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Immagine dermatoscopica di un melanoma cutaneo.

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Immagine istologia di una melanoma cutaneo.

Dermatochirurgia e laserterapia

La chirurgia della pelle consente l’asportazione di lesioni maligne (come carcinomi basocellulari e squamocellulari, melanomi) e benigne (cisti epidermiche, fibromi, cheratosi seborroiche, lipomi).

Per lesioni di notevoli dimensioni che richiedono un’asportazione radicale, può rendersi necessaria una ricostruzione mediante innesto di cute o lembi locali. Tali metodiche sono, in generale, riservate a neoplasie maligne. Esse consentono di eseguire asportazioni radicali, minimizzando il rischio di recidiva, e di ricostruire poi l’area interessata, al fine di preservare le strutture anatomiche e ottenere il miglior risultato estetico possibile.

Tali procedure vengono generalmente effettuate in anestesia locale, ma, in caso di necessità, viene previsto un supporto anestesiologico, con eventuale sedazione.

L’exeresi chirurgica consente di poter inviare il pezzo operatorio presso laboratori specializzati per l’esecuzione dell’esame istologico la cui esecuzione è, nella maggior parte dei casi, mandatoria.

Alcuni tipi di lesioni benigne possono essere trattate mediante laserterapia con tecnologia a  CO2 o NdYag. Tale metodica permette l’asportazione di lesioni in maniera rapida e minimizzando gli esiti estetici, ma non consente l’esecuzione di un esame istologico. Pertanto, è riservata esclusivamente a lesioni con caratteristiche di benignità, come cheratosi seborroiche e angiomi rubino.

Inoltre, tali metodiche possono essere utilizzate anche per per il trattamento di teleangectasie (capillari) del volto e degli arti inferiori, lentigo solari ed esiti cicatriziali di acne.

Tricologia e patologie ungueali

La tricologia è un’area della dermatologia che studia le malattie di capelli e cuoio capelluto. I sintomi riportati possono essere vari, come un’aumentata caduta, un diradamento o un forte prurito. L’ascolto della storia del paziente, esame clinico e tricoscopico permettono di formulare una diagnosi nella maggior parte dei casi. In particolare, la tricoscopia consente l’osservazione mediante un sistema di lenti e luci del cuoio capelluto e del fusto dei capelli.

Mi occupo non solo di patologie di riscontro frequente come l’alopecia androgenetica, ma anche di altri quadri clinici come ad esempio il lichen plano-pilaris, l’alopecia areata e la follicolite decalvante.

Per quanto riguarda le patologie ungueali, esse possono essere sia di natura tumorale sia infiammatoria sia infettiva. Le cause, quindi, possono essere molteplici. L’esame clinico delle lesioni ungueali deve necessariamente tenere conto della loro evoluzione, estensione e sintomaticità.

Le malattie dei capelli e delle unghie si associano, talora, ad alterazioni cutanee o di altri apparati. Pertanto, l’esame clinico di tali strutture non esula dal considerare il paziente nella sua globalità.

Per i casi più complicati e rari, lo strumento principale di cui mi avvalgo per giungere alla diagnosi corretta è rappresentato dalla biopsia cutanea con successiva esecuzione di un esame istologico. L’invio del materiale è strettamente rivolto a laboratori di alta specializzazione in materia.

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Sandro Botticelli, La nascita di Venere, 1485.

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Gordon JR, Brieva JC. Images in clinical medicine. Unilateral dermatoheliosis. N Engl J Med. 2012 Apr 19;366(16):e25.

Invecchiamento cutaneo e biostimolazione

Il fisiologico invecchiamento cutaneo è determinato da una diminuzione della produzione di collagene e fibre elastiche, determinando lassità e assottigliamento della pelle. All’invecchiamento cutaneo possono contribuire anche fattori esogeni, in primis l’esposizione ai raggi UV. L’area corporea in cui queste alterazioni sono più evidenti è il volto.

Alcune procedure, come la biostimolazione con iniezioni intradermiche di acido ialuronico, consentono di migliorare in maniera graduale la qualità della pelle, senza modificare i lineamenti. I risultati sono ottimali quando tali trattamenti vengono ripetuti nel tempo.

A supporto dei trattamenti iniettivi, possono essere utilizzati peeling chimici medicali, di cui sono disponibili diverse tipologie a seconda dell’indicazione clinica. Questi ultimi vengono impiegati per trattare imperfezioni, aree di iperpigmentazione ed esiti cicatriziali.

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